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Il traffico illegale di Pallet: tentativi di soluzione in Parlamento

28/03/2010

Atto parlamentare – Camera dei Deputati, seduta del 7/04/2009.

Atto rivolto al Ministero dello sviluppo economico:

Da anni le aziende della grande distribuzione assistono al dilagare di fenomeni illeciti legati al traffico dei pallet rubati, strumenti che permettono l’utilizzo dei carrelli elevatori per il trasferimento dei prodotti nelle aziende produttive, nei magazzini o nei centri di distribuzione.

I pallet sono solitamente di proprietà delle industrie produttrici di beni di largo consumo; tuttavia, la diffusione di attività illecite di acquisto e rivendita di bancali, spesso reclamizzata da rudimentali insegne pubblicitarie, ha portato alla nascita di un vero e proprio mercato parallelo, ampiamente sviluppato nei pressi delle zone industriali e dei caselli autostradali.
Tali attività consistono nella sottrazione furtiva di bancali usati dai centri di distribuzione; gli stessi sono successivamente rivenduti alle industrie produttrici, con l’emissione di fattura, sulla quale i ricettatori/venditori riscuotono l’IVA, senza poi riversarla all’erario.

Dietro lo svolgimento delle suddette attività si nasconde un vero e proprio reato di ricettazione.
Il suddetto fenomeno risulta peraltro diffuso su tutto il territorio nazionale, procurando una frode fiscale per l’erario stimabile in euro 396.000.000 di imponibile evaso. In Italia hanno luogo statisticamente 4 cicli di utilizzo dei pallet per ogni abitante, pari a circa 240.000.000 di cicli di utilizzo annui. Di questi cicli circa il 30 per cento è gestito illegalmente e al prezzo medio di 5,50 euro/pallet danno appunto 396.000.000 euro.

Oltre al danno per l’erario, è altresì ingente quello arrecato alle categorie di produttori e dei riparatori di pallet in possesso di regolari permessi e in regola con tutti gli adempimenti di legge sia fiscali, sia giuslavoristi, sia ambientali e sia in materia di sicurezza del lavoro. Infatti, l’attività illecita descritta consente alle imprese irregolari di avvantaggiarsi, nel profitto, del margine derivante dall’IVA riscossa e non riversata. In questo modo, le imprese che operano lecitamente spesso non sono in grado di sopportare una simile concorrenza.

Inoltre, le organizzazioni che così operano, utilizzano sempre personale non registrato e quasi sempre costituito da immigrati clandestini, senza alcun rispetto della vigente normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro né delle normative di pubblica sicurezza.
Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento degli infortuni sul lavoro legati al sensibile peggioramento della qualità dei pallet presenti sul mercato, il che è causato proprio dall’attività illegittima delle imprese suddette.

Detto preoccupante fenomeno, come si vede, ha assunto proporzioni in grado di provocare un serio danno economico e perfino allarme sociale, agevolando e nascondendo molteplici prassi e condotte che integrano veri e propri illeciti penali.

Si richiede:

Se voglia promuovere opportune verifiche sull’intensità del fenomeno descritto, al fine di elaborare ed attuare rapidamente una reale strategia di contenimento dello stesso con opportuni interventi delle Forze dell’Ordine, restringendo così l’area della illegalità, a vantaggio delle tante aziende oneste che operano sul mercato. se voglia adottare opportune iniziative di tutela delle imprese di settore che passino attraverso ipotesi di riduzione dell’aliquota IVA applicata al mercato della compravendita dei pallet usati, facendo venire meno, in questo modo, i guadagni delle imprese che operano illegalmente nel mercato ed altresì recuperando significativamente una consistente base imponibile per l’Erario.

Se non intenda adottare opportuni provvedimenti normativi relativi al settore dei pallet volti alla definizione sia di idonee procedure per la progettazione ed il dimensionamento corretti, che di chiare norme di utilizzo di tale prodotto, stabilendo in particolare le caratteristiche tecniche minime e di portata che tali prodotti devono possedere per essere immessi sul mercato, questo al fine di restituire maggiore sicurezza per gli operatori addetti, vittime, in tempi recenti, di numerosi incidenti sul lavoro anche mortali.

Se, sempre nell’ambito del provvedimento normativo di cui sopra, intenda definire i requisiti minimi di professionalità dei responsabili del settore nonché i requisiti minimi dei siti produttivi, connessi sia con la produzione dei pallet nuovi e sia con la raccolta/selezione/riparazione dei pallet usati; dando così maggiore competitività all’intero settore e avvalorando il «sistema pallet» italiano, che è ormai in aperta concorrenza con quello degli altri Paesi europei.

***

Fonte: www.camera.it

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